Abstract
Dall'arte programmata viene dedotto il concetto del "design generativo" che mette a disposizione dei designer nuove possibilità per incrementare l'efficienza e qualità del loro lavoro. Molti sono gli esempi dibattuti sulla grafica programmata e sulle sue tecniche. La possibilità di interagire con design programmati mette in contatto con la parte più intima della matematca e della natura. Algoritmi fisici e matematici consentono la riproduzione delle forze e dei fenomeni naturali a cui siamo sottoposti tutti i giorni. Design generativo è un altro modo di pensare il design. Una comprensione matematica di base e una relazione con un liguaggio di programmazione sono indispensabili. Il designer visualizza le proprie idee per poi tradurle e ricondurle in quadro di regole che possano essere elaborate da un computer. I presupposti stabiliti per la produzione del design generativo necessitano di un linguaggio di programmazione adattato alle necessità dei designer visuale.
In questa poietica digitale, si destreggiano i nuovi artisti generativi che, facendo tesoro degli insegnamenti di John Maeda, creano attraverso la computazione. Disegnare a mano, usando una matita su carta è indiscutibilmente il mezzo più naturale di espressione visiva; quando ci si muove nel mondo dell'espressione digitale, però, il mezzo più naturale non è la matita, ma il calcolo.
Dall'arte programmata viene dedotto il concetto del "design generativo" che mette a disposizione dei designer nuove possibilità per incrementare l'efficienza e qualità del loro lavoro. Molti sono gli esempi dibattuti sulla grafica programmata e sulle sue tecniche. La possibilità di interagire con design programmati mette in contatto con la parte più intima della matematca e della natura. Algoritmi fisici e matematici consentono la riproduzione delle forze e dei fenomeni naturali a cui siamo sottoposti tutti i giorni. Design generativo è un altro modo di pensare il design. Una comprensione matematica di base e una relazione con un liguaggio di programmazione sono indispensabili. Il designer visualizza le proprie idee per poi tradurle e ricondurle in quadro di regole che possano essere elaborate da un computer. I presupposti stabiliti per la produzione del design generativo necessitano di un linguaggio di programmazione adattato alle necessità dei designer visuale.
In questa poietica digitale, si destreggiano i nuovi artisti generativi che, facendo tesoro degli insegnamenti di John Maeda, creano attraverso la computazione. Disegnare a mano, usando una matita su carta è indiscutibilmente il mezzo più naturale di espressione visiva; quando ci si muove nel mondo dell'espressione digitale, però, il mezzo più naturale non è la matita, ma il calcolo.