Abstract
Il volume offre un primo contributo allo studio delle innovazioniche negli ultimi anni hanno interessato i meccanismi di adattamento dell’ordinamento interno alla normativa dell’Unione europea, guardando sia al nuovo quadro normativo disegnato dalla legge n. 234/2012, che alla prassi applicativa maturata.
Dopo un inquadramento generale del tema dell’adeguamento agli obblighi europei, il lavoro si concentra sulla principale novità introdotta dalla nuova legge «di sistema» nella fase discendente: lo «sdoppiamento» della legge comunitaria in due atti legislativi, la legge di delegazione europea e la legge europea. Due strumenti
che nascono diversi nei contenuti, negli aspetti procedurali e nelle finalità, ma che nei quattro anni di sperimentazione hanno vissuto in profonda simbiosi, contribuendo alla significativa riduzione delle infrazioni contestate al nostro Paese.
L’analisi non trascura le criticità che continuano ad investire il sistema delle fonti quando si trova ad operare in sede di recepimento del diritto europeo, né il ruolo di Regioni e Province autonome nella fase discendente. Per quanto negli ultimi anni quasi tutti gli ordinamenti regionali si siano dotati di previsioni statutarie ad hoc
e di leggi di procedura, volte all’introduzione di uno strumento periodico di adeguamento al diritto europeo (c.d. legge comunitaria o europea regionale), il loro ruolo rappresenta ancora una questione aperta, segnata dalla difficoltà di conciliare le regole costituzionali con il principio della responsabilità statale per inadempimento.