Abstract
Nel testo cerco di dare una risposta completa ed esauriente alla sempre più diffusa necessità di un diritto flessibile, adattato al caso concreto, fondato sulla volontà delle parti e che soddisfi realmente i loro interessi. La negoziazione, la conciliazione e mediazione delle controversie, l’arbitrato, sono tutti strumenti di questa nuova forma di diritto, che affonda le proprie radici nell’antichità, e che oggi ritorna come necessità per gestire una realtà sempre più complessa e sempre meno formale, che non può essere ricondotta a definizioni astratte e precostituite o a soluzioni imposte dall’alto, senza la partecipazione delle parti coinvolte. Questo nuovo diritto “privato” risponde all’esigenza, tutelata dall’ordinamento italiano, di rispettare l’autonomia negoziale dei cittadini (con l’ovvia esclusione delle materie indisponibili), e porta alla creazione spontanea di un diritto meno formale e autoritario. Un diritto che trae la propria forza dall’essere una risposta concreta agli interessi che le parti vogliono soddisfare: nei rapporti familiari ed in quelli lavorativi, nelle relazioni tra aziende e con i consumatori-utenti, nelle trattative contrattuali tra due parti, come nella vita sociale e collettiva, negli studi dei professionisti o all’interno di enti ed istituzioni. Nel primo capitolo tratto della NEGOZIAZIONE contrattuale e delle controversie e relative tecniche fondamentali; nel secondo tratto di CONCILIAZIONE e MEDIAZIONE in Italia, sia come svilupo storico che come attualità (conciliazioni giudiziali ed extragiudiziali, presso le CCIAA, mediazioni familiari, sociali e culturali; relative tecniche e procedure); nel terzo affronto infine il discorso dell'ARBITRATO, sia dal pnto di vista storico che della disciplina codicistica dello stesso.