Abstract
Il lungo processo di costituzionalizzazione dell’Unione europea è stato caratterizzato da una sensibile erosione delle competenze degli Stati membri in materia culturale. Si è passati da interventi comunitari frammentari ad una vera e propria 'governance condivisa' della cultura, in cui tutela e promozione della diversità sono aspetti caratterizzanti. La diversità culturale non implica soltanto di riconoscere e conseguentemente di proteggere le libertà linguistiche, religiose e di pensiero che fanno capo all’individuo e che lo contraddistinguono come diverso rispetto ad una maggioranza. Il principio di tutela e promozione della diversità culturale consente di inquadrare l’inevitabile conflitto di manifestazioni culturali individuali e di un gruppo ovvero di una comunità nazionale che esprimono valori diversi e di risolverlo sul terreno della stratificazione normativa.