Abstract
Nel 1998, profonde riforme territoriali hanno determinato una significativa redistribuzione di poteri all’interno del Regno Unito. Tali riforme, frutto della volontà politica del partito laburista, hanno attuato una devolution variamente graduata in Scozia, Galles e Irlanda del Nord, delineando un modello asimmetrico in cui misura e forma dei poteri devoluti differiscono notevolmente da un’area territoriale ad un’altra. Ad un decennio di distanza, l’assetto territoriale scaturito dai primi interventi riformatori è entrato in una fase di revisione che ha inciso sulle forme di devolution ormai definitivamente applicate, contribuendo a confermare il carattere spiccatamente dinamico della costituzione britannica. In tale contesto si colloca l’Inghilterra e la sua esclusione dal progetto di riforma devolutiva. Il presente volume si concentra sulla risposta avanzata dal Governo New Labour che ha avviato in questa parte del Regno Unito un progetto regionalista ad oggi entrato in una fase di sospensione dagli esiti incerti. La zona d’ombra del regionalismo inglese aiuta a far luce sulle più recenti dinamiche dell’assetto costituzionale britannico.