Abstract
La lunga esperienza come insegnante, ricercatrice e formatrice permette all'autrice di colmare una lacuna storica della proposta montessoriana, presentando un modello per l'insegnamento delle lingue nelle scuole a Metodo.
Se la competenza plurilingue viene oggi vista come un obiettivo fondamentale per una scuola che intenda offrire risposte alle sfide di un mondo sempre più interdipendente, e se d'altra parte la didattica Montessori costituisce ormai da più di un secolo un riferimento imprescindibile per il pensiero educativo in generale, appare chiaro quanto prezioso risulti questo tassello, sinora mancante, per chi si occupi di educazione linguistica e non solo. Dal continuo confronto tra aspetti didattici e filosofici emerge un tema particolarmente attuale e significativo, connesso alla natura del linguaggio: la capacità di cooperare con gli altri, compito della lingua e dei linguaggi, non rappresenta infatti solo un obiettivo astratto dell'educazione linguistica ma il motore stesso del farsi della competenza plurilingue, nel contesto spazio-temporale previsto dal Metodo.
È nell'idea di una educazione cosmica che l'autrice individua la chiave per situare il modello al cuore del mondo montessoriano illustrando quindi come questo venga a coniugarsi perfettamente con l'ambiente, i materiali, le tecniche, e le fasi dello sviluppo linguistico: dalla mente assorbente, al periodo sensitivo del linguaggio, al bambino nel secondo piano di sviluppo. Si giunge così a riconsiderare la competenza plurilingue come fattore decisivo per lo sviluppo globale della persona nel suo processo di adattamento creativo all'ambiente. La descrizione analitica del processo di ricerca offre una panoramica sui vari aspetti presi in considerazione, permettendo a chi intenda approfondire il pensiero montessoriano di sondarne aspetti spesso trascurati dal dibattito degli ultimi decenni.