Abstract
Quale italiano parlano gli immigrati? Stanno nascendo delle nuove varietà di italiano tipiche degli stranieri? Questo nuovo gruppo di parlanti sta cambiando l'italiano? Il volume cercherà di rispondere a queste domande partendo dal presupposto che i parlanti immigrati non si limitano ad acquisire una lingua ma, in una certa misura, la ricreano, ne propongono una propria versione. Nell'indagine empirica, svolta su un gruppo di immigrate peruviane a Torino, l'autore analizza secondo la prospettiva della sociolinguistica del contatto i fattori linguistici e sociali in grado di favorire la formazione e lo sviluppo di una varietà etnica. Questa è definita come una varietà di lingua che si sviluppa attraverso il contatto tra lingua di origine del migrante e lingua di arrivo del paese ospite e caratterizza chi la parla come membro di un particolare gruppo etnico. Oltre ai risultati della ricerca, nel testo sono esposti e discussi in modo sistematico molti dei temi centrali della sociolinguistica del contatto (pidgin, creoli, lingue miste, fenomeni di interferenza ecc.). In tal modo il volume si propone non soltanto come una lettura per specialisti del settore, ma anche per insegnanti e operatori nel campo della comunicazione e mediazione interculturale. Alessandro Vietti ha compiuto i propri studi alle università di Torino e Pavia dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica. Ha svolto attività didattica e di ricerca presso le università di Berna, Bergamo e Bolzano presso la quale lavora attualmente. Si occupa di contatto linguistico e plurilinguismo in diversi contesti sociolinguistici (immigrazione, italiano e dialetto, minoranze linguistiche) con una particolare attenzione per gli aspetti metodologici della ricerca. Su questi temi ha pubblicato contributi in riviste specializzate, in atti di convegni e nel volume Comunicare nella torre di Babele (a cura di Dal Negro - Molinelli, Carocci, 2002).