Abstract
Il placemaking, da pratica comunitaria a concetto onnipresente nella rigenerazione urbana, ha subito nel tempo una trasformazione semantica che ne ha ampliato e, in alcuni casi, reso ambiguo il significato. Questo testo ne traccia la genealogia, mettendo in luce le contraddizioni e le potenzialità di un processo che, per rimanere fedele alle sue origini, deve mantenere al centro la comunità e il diritto collettivo alla città.