Abstract
La limitata disponibilità del ferro nella soluzione del suolo è uno dei fattori responsabili della riduzione della produzione e della qualità dei prodotti agrari. Tale effetto risulta accentuato nei suoli calcarei dove il ferro, pur essendo generalmente presente in quantità totali elevate, per la sua bassa solubilità a valori di pH superiori alla neutralità, è spesso presente in forma solubile e disponibile per le piante in livelli non sufficienti. La carenza di ferro può avere un forte impatto sulla produzione agricola mondiale dal momento che un terzo dei terreni coltivati è di natura calcarea. Alcuni aspetti molecolari connessi alla risposta alla Fe-carenza sono noti ma descrizioni “genome-wide” delle variazioni del trascrittoma sono ancora limitate a specie modello. In questo lavoro sono state studiate le risposte trascrizionali in radici di piante di pomodoro durante il recupero dalla Fe-carenza effettuato con il rifornimento di Fe in diverse forme naturali (Fe-citrato, Fe-PS e Fe-WEHS). La caratterizzazione delle modificazioni del trascrittoma in risposta ai trattamenti è stata condotta attraverso esperimenti di ibridazione effettuati utilizzando un “chip” sviluppato secondo la tecnologia Combimatrix che permette il monitoraggio di circa 26.000 trascritti di pomodoro. I trascritti, risultati positivamente o negativamente modulati in ogni confronto, sono stati annotati sulla base dell‟omologia di sequenza a proteine note depositate nella banca dati Uniprot. I geni sono stati successivamente raggruppati in classi funzionali utilizzando i termini della “Gene Ontology” associati ad ogni trascritto sulla base dell‟omologia di sequenza. Il confronto ha rivelato sorprendenti differenze nelle modulazioni del trascrittoma in relazione alle diverse fonti di Fe utilizzate per il recupero.