Abstract
Gli effetti diretti e indiretti del cambiamento climatico sono ormai evidenti a livello globale, con l’innalzamento delle temperature medie, dei livelli del mare, cambiamenti nelle condizioni metereologiche, nei regimi climatici, nei cicli vegetativi, nella frequenza dei periodi di siccità (Zebisch et al., 2018). In particolare, le regioni montane sono aree con alta diversità biologica e culturale, che forniscono servizi ecosistemici vitali sia alle comunità locali sia alle aree urbane e rurali a valle (Adler et al., 2022). Inoltre, le aree alpine, soprattutto nel loro versante meridionale, stanno sperimentando un riscaldamento più accentuato, con un innalzamento della temperatura media maggiore che a livello globale (Zebisch et al., 2018): in Alto Adige, ad esempio, rispetto al 1980 si è già registrato un aumento della temperatura media annuale di 2°C. Anche i fenomeni intesi stanno cambiando: le precipitazioni intense annuali sull'area provinciale sono aumentate in media di 107mm (Eurac Research, 2023). Per questi motivi, oltre ad azioni di mitigazione, è urgente attuare il prima possibile azioni di adattamento al cambiamento climatico, migliorando innanzitutto la capacità di adattamento dei territori alpini, ovvero la capacità di sistemi, istituzioni, esseri umani e altri organismi di rispondere e adattarsi ai potenziali danni, o di trarre vantaggio dalle opportunità (IPCC, 2022). La nostra ricerca parte dalla volontà di coniugare un approccio scientifico e applicato di riduzione del rischio da disastri (DRR) con un approccio scientifico e applicato legato alla letteratura sull’adattamento al cambiamento climatico (CCA), con lo scopo di sviluppare una metodologia che, partendo da una valutazione dei principali rischi insistenti su un territorio, possa, coinvolgendo esperti e stakeholder locali, permettere a un territorio di comprendere quali siano i principali ostacoli all’adattamento, per poi realizzare delle soluzioni concrete. In questo contesto, obiettivo del nostro contributo è quello di presentare la metodologia da noi sviluppata e i primi risultati della sua applicazione in uno studio pilota su turismo e gestione delle foreste nel Comprensorio della Val Pusteria, in Alto Adige. Questi risultati sono al centro del primo pacchetto di lavoro (WP1, da noi coordinato) del progetto Europeo Interreg Alpine Space ADAPTNOW, il cui obiettivo, entro novembre 2025, è quello di aumentare le capacità di gestione del rischio e di adattamento dei cosiddetti territori alpini “altamente colpiti ed esposti”, attraverso l'attuazione di processi agili, integrati e partecipati, coordinati da autorità pubbliche regionali e locali con il supporto di agenzie settoriali.