Abstract
In uno studio precedente era stato dimostrato che radici di barbatelle innestate di due cloni di Chardonnay (R8 e VCR4) e Sauvignon (R3 e CL297) con diversa aromaticità, quando poste a contatto con il nitrato dopo un breve periodo di deprivazione di azoto, sviluppavano una maggior velocità di assorbimento dell’anione stesso (induzione); questa fase era seguita da una diminuzione della velocità di assorbimento (retro-regolazione), dovuta all’accumulo di nitrato e dei suoi metaboliti. Le variazioni della velocità di assorbimento del nitrato erano, tuttavia, dipendenti dal clone considerato e non apparivano influenzate dal portinnesto. E’ noto che l’assorbimento e il metabolismo del nitrato possono essere influenzati dalla disponibilità di altri elementi nutritivi e che esistono, in particolare, interazioni tra l’assorbimento e il metabolismo di azoto e zolfo. Nel presente lavoro sono stati indagati gli effetti a breve termine che la variazione di disponibilità di solfato in soluzione nutritiva, può determinare nei confronti dei meccanismi sottesi all’induzione dell’assorbimento del nitrato. A tal fine le barbatelle sono state sottoposte a un periodo di deprivazione del nitrato della durata di 20 giorni in presenza o assenza del solfato, e poi rifornite del nitrato per 24 ore, mantenendo invariata la disponibilità di solfato. I risultati ottenuti hanno messo in luce come l’omissione del solfato determinasse una drastica diminuzione della velocità di assorbimento del nitrato e del relativo fenomeno dell’induzione, confermando quanto già osservato in piante erbacee. L’effetto della deprivazione di zolfo era evidenziato anche dalle misure della velocità di assorbimento del 35SO42-: nelle radici di barbatelle deprivate per 20 giorni di nitrato e solfato e successivamente indotte in assenza di solfato, la velocità di assorbimento del 35SO42- mostrava valori elevati e stabili nel tempo. Inoltre, mentre i diversi cloni di Chardonnay e di Sauvignon si comportavano in modo simile per quanto riguardava l’assorbimento del 35SO42-, venivano invece confermate le differenze nell’assorbimento del nitrato, già evidenziate nei precedenti esperimenti di caratterizzazione del trasporto di tale anione. Tale risultato è indicativo di un’interazione variabile tra l’assorbimento dei due anioni in funzione del clone considerato. Dal momento che è noto che la nutrizione minerale può influenzare le caratteristiche qualitative dell’uva, è stato condotto anche uno studio per verificare se le condizioni di allevamento imposte potessero modificare alcune caratteristiche degli acini. L’analisi della varianza a due vie dei risultati ottenuti con i cloni di Sauvignon, che erano stati in grado di produrre grappoli in soluzione idroponica sia pur in quantità limitata e variabile, ha evidenziato l’influenza del regime nutrizionale sul peso medio dell’acino e l’influenza del clone sul grado zuccherino, nonché una tendenza delle tesi allevate in assenza di zolfo a sintetizzare una maggior quantità del composto 3-isobutil-2-metossipirazina (IBMP). Tali dati non permettono di trarre conclusioni definitive, ma confermano la potenziale utilità dei metodi di allevamento in ambiente controllato e soluzione idroponica per studi relativi a questi caratteri.