Abstract
I microrganismi presenti alla rizosfera possono stimolare la crescita delle piante tramite vari meccanismi, come ad esempio la produzione di molecole bioattive o incrementando la biodisponibilità di elementi nutritivi. Le piante, a loro volta, possono influenzare la composizione quali-quantitativa della comunità microbica della rizosfera, mediante il rilascio di essudati radicali, aventi sia azione antimicrobica che chemoattrattrice e/o fonte di carbonio. Molti differenti fattori, tra cui la specie vegetale, le proprietà del suolo, lo stato nutrizionale della pianta, le condizioni climatiche, possono determinare il profilo quali-quantitativo dell‟essudazione radicale.L‟obiettivo di questo lavoro è stato quello di investigare appunto l‟influenza della specie vegetale e dello stato nutrizionale sulla comunità microbica della rizosfera, in due diversi suoli calcare italiani. A tale scopo, piante di orzo e pomodoro, caratterizzate da due diverse strategie per l‟acquisizione del Fe, sono state cresciute mediante il sistema RHIZOtest in coltura idroponica, sia in presenza che in assenza di Fe. Successivamente, le stesse piante sono state poste per 7 giorni in contatto con i suoli calcarei oggetto di studio. Al momento del campionamento, il DNA totale è stato estratto dal suolo e soggetto a pirosequenziamento. L‟analisi NMDS condotta sull‟intero dataset ottenuto dal sequenziamento ha evidenziato una differenziazione nelle comunità microbiche dei campioni analizzati. La presenza delle due specie vegetali, così come lo stato nutrizionale, si sono dimostrati due fattori decisivi nell‟indurre una diversificazione della popolazione microbica della rizosfera.Alphaproteobacteria, Actinobacteria, Chloracidobacteria, Thermoleophilia, Betaproteobacteria, Saprospirae, Gemmatimonadetes, Gammaproteobacteria, Acidobacteriasono stati identificati come i gruppi batterici più abbondanti in tutti i campioni analizzati, anche se la loro abbondanza relativa variava in funzione del suolo, della specie e dello stato nutrizionale considerato.I risultati di questo lavoro mostrano che specie coltivate caratterizzate da diversi meccanismi di acquisizione del Fe, pur rilasciando essudati radicali quali-quantitativamente diversi, sono in grado di selezionare comunità microbiche simili suggerendo il perseguimento delle stesse finalità, seppur con strumenti biochimici diversi.