Abstract
Il contributo illustra il progetto di ricerca GOODWILL (2023–2026), programma di accompagnamento scientifico della Libera Università di Bolzano rivolto a 22 scuole del territorio, assunto come caso per discutere la funzione pubblica dell’università nella costruzione di ecosistemi di apprendimento generativi, collaborativi e orientati a sistemi inclusivi. Lo studio adotta un disegno mixed-methods con baricentro qualitativo: osservazioni etnografiche in scuole primarie e secondarie (Knoblauch & Vollmer, 2022), analisi documentali, gruppi di discussione con insegnanti e studenti e restituzioni con leadership e docenti, affiancati da questionari quantitativi pre–post. Queste scelte metodologiche si collocano in un quadro sistemico più ampio: nel sistema educativo italiano, pur in presenza di un impianto normativo consolidato per l’inclusione, pratiche quotidiane e culture scolastiche possono riprodurre disuguaglianze quando le differenze sono lette in chiave di deficit (Consalvo & Seitz, 2025/i.pr.). Entro tali scenari, l’università deve e può esercitare—tramite ricerca e didattica—un ruolo abilitante nei processi di professionalizzazione docente e di sviluppo scolastico inclusivo (Angelides & Ainscow, 2000; Seitz et al., 2026). In questo quadro, l’analisi ricostruisce il percorso di accompagnamento scientifico ad un progetto di intervento promosso dalle istituzioni scolastiche provinciali e mostra come cicli iterativi di collaborazione, restituzione e confronto professionale possano attivare apprendimento organizzativo e sviluppo in ottica inclusiva. L’università, come sistema, e le ricercatrici e i ricercatori, in quanto agenti di cambiamento, dispongono di margini per elaborare visioni, progettare azioni e apprendere, assumendo in carico quanto accade dentro, attorno e fuori dall’accademia.