Abstract
INTRODUZIONE
Le mappe cognitive sono rappresentazioni topologiche basate sulla realtà, create per elaborarla in maniera più flessibile e utile. È stato dimostrato che le distanze nelle mappe cognitive rispettano solo parzialmente i principi geometrici: distanze verso oggetti simpatetici sono sistematicamente sottostimate, mentre distanze verso oggetti avversi sono sovrastimate. Sembra quindi che emergano dalla combinazione di fattori percettivi, motori, sociali ed emozionali.
Il presente lavoro cerca di determinare l’impatto del contesto linguistico e culturale sull’effetto di distorsione delle distanze.
METODO
Sono stati testati 150 soggetti, provenienti dallo stesso territorio dell’Alto-Adige, appartenenti ai tre gruppi linguistici presenti (tedesco, italiano e ladino). È stato loro somministrato un questionario diviso in due parti. Nella prima veniva presentata una lista di 120 coppie di città, ottenute dalla combinazione di 16 città (5 tedesche, 5 austriache, 5 italiane + Bolzano): per ogni coppia veniva chiesto di indicare la distanza diretta tra 2 città. Nella seconda parte venivano fatte domande (su scala likert) di autovalutazione delle competenze linguistiche, di orientamento visuo-spaziale, e delle diverse culture presenti sul territorio.
RISULTATI
I risultati indicano che l’appartenenza al gruppo linguistico Italiano e Tedesco influenza la percezione della distanza: rispetto alla città “base” Bolzano, le distanze delle città appartenenti al proprio ingroup vengono sottostimate, mentre quelle dell’outgroup vengono sovrastimate. Inoltre, il gruppo parlante Ladino ha mostrato un bias diverso, in quanto le distanze percepite venivano comunque sovrastimate. Tali effetti risultavano mitigati quando le altre culture erano sentite come più vicine.
CONCLUSIONI
Il "mental-wall effect" è stato confermato anche in una situazione maggiormente controllata, dove i 3 gruppi sperimentali condividono lo stesso territorio. In generale, risulta rafforzata l'ipotesi di un sistema cognitivo permeabile e non modulare.