Abstract
The interdisciplinary approach to research can be developed in many ways, and when we are confronted with a widely debated topic it can be useful to identify innovative points of view. The present contribution presents a model of evolutionary analysis of architecture, using as a case study the Oscar Niemeyer Opera, putting its roots in the fields of study of biology, design, architecture, graphic science. The analysis model is based on the synthesis of several different models, developed by important scholars starting from the end of the XIX century up to the 60s of the XX century, and which essentially derive from an application or a criticism of Darwinian theories.. From this methodological synthesis it has been possible to identify some graphemes - elementary syntactic units that compose single parts or entire buildings - in the Oscar Niemeyer Opera which are their personal morphological vocabulary since the beginning of his career. The graphic sign, so loved by the carioca architect, thus becomes the distinctive feature of his work, from the clarity and expressiveness of the sketch to the definition of the morphology of the individual works. And through the study of the graphic sign it has been possible to identify a path, otherwise concealed, of successive re-elaborations of those that have become real standard types.
L’approccio interdisciplinare alla ricerca si può sviluppare in molti modi, e quando ci si trova a confrontarsi con un tema ampiamente dibattuto può risultare utile per identificare innovativi punti di vista. Il presente contributo presenta un modello di analisi evoluzionistica dell’architettura, usando come caso di studio l’Opera di Oscar Niemeyer, mettendo le proprie radici negli ambiti di studio della biologia, del design, dell’architettura, delle graphic science. Il modello di analisi si basa sulla sintesi di alcuni modelli diversi, elaborati da importanti studiosi a partire dalla fine del XIX secolo fino agli anni ’60 del XX secolo, e che derivano, in sostanza, da una applicazione o da una critica delle teorie darwiniane. Da questa sintesi metodologica è stato possibile identificare alcuni grafemi - unità sintattiche elementari che compongono singole parti o interi edifici – nell’Opera di Oscar Niemeyer che si configurano come il suo personalissimo vocabolario morfologico fin dagli albori della sua carriera. Il segno grafico, tanto amato dall’architetto carioca, diventa così il tratto distintivo della sua Opera, dalla chiarezza ed espressività dello schizzo fino alla definizione della morfologia delle singole opere. E tramite lo studio del segno grafico è stato possibile identificare un percorso, altrimenti celato, di successive rielaborazioni di quelli che sono diventati dei veri e propri tipi standard.