Abstract
Attualmente, i biostimolanti rappresentato una nuova importante branca della fertilizzazione. Il crescente interesse che questa categoria sta suscitando nella comunità scientifica è principalmente dovuto alla moltitudine di effetti positivi che essi sono in grado di apportare alle colture.
Pertanto, la seguente ricerca si pone l’obiettivo di valutare gli effetti indotti da alcuni biostimolanti (silicio e alghe) su melo, evidenziando eventuali differenze qualitative, in particolare valutando la fisiopatia Jonathan spot; fisiopatia quest’ultima non del tutto investigata a fondo e risultante tipica della varietà Jonathan, una tra le principali varietà nel passato della melicoltura altoatesina.
La prova è stata condotta nel 2014, in 2 meleti a varietà Jonathan, situati in Alto Adige.
Le piante sono state sottoposte a 3 diversi trattamenti fogliari: -CaCl2, -CaCl2 combinato con Siliforce® (Si, Zn, Mo), -CaCl2 con estratti di alghe Ascophyllum nodosum. Per ogni tesi, sono state eseguite ben 6 irrorazioni a cadenza quindicinale.
I biostimolanti hanno influenzato le caratteristiche qualitative dei frutti; infatti, essi hanno incrementato in modo significativo la concentrazione fenolica complessiva nella buccia (soprattutto gli antociani) con il conseguente miglioramento della colorazione dei frutti.
Per quanto riguarda la Jonathan spot, dalle analisi effettuate si ha registrato una carenza significativa degli elementi N, Ca, Mn, e Zn nei frutti colpiti. Quindi, a discapito di quanto sostenuto finora, è possibile che non sia solo la carenza di calcio imputabile a questa fisiopatia. Inoltre, i biostimolanti forse proprio grazie all’apporto di questi elementi sono riusciti a ridurre in modo significativo la fisiopatia durante la conservazione.
In conclusione, i risultati ottenuti da questa prova sperimentale appaiono incoraggianti, in quanto, grazie ai biostimolanti, è possibile migliorare la qualità dei frutti e allo stesso tempo ridurre le perdite durante la conservazione.