Abstract
Questo saggio intende svolgere un’attenta ricognizione sui riferimenti normativi entro i quali è possibile progettare percorsi di media education nella scuola dell’obbligo. In particolare si intende commentare Le Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione (D.M. 254 del 16 novembre 2012 in G.U. n. 30 del 5 febbraio 2013) che esplicitano i livelli essenziali di prestazione a cui tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione sono tenute per garantire il diritto personale, sociale e civile all’istruzione e alla formazione di qualità.
L’esplorazione ha lo scopo di estrapolare gli obiettivi (generali, specifici e formativi) che possono essere coperti dall’educazione ai media. Gli obiettivi generali del processo formativo sono i principi ispiratori di una scuola, le finalità educative che riguardano l’apporto di tutte le discipline, i processi da attivare e le consapevolezze da acquisire da parte degli alunni. Gli obiettivi specifici di apprendimento si rifanno all’ordine epistemologico di ogni disciplina. Sono elencati come conoscenze e abilità. Gli obiettivi formativi consistono nella trasformazione, a cura degli insegnanti, degli obiettivi generali e degli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni in compiti di apprendimento ritenuti realmente accessibili.
Già nella descrizione degli obiettivi generali della scuola si possono cogliere anche le finalità fondamentali della media education. Infatti la necessità di “tener conto di informazioni sempre più numerose ed eterogenee” di “fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi un’identità consapevole e aperta” e di “mettere in relazione la complessità di modi radicalmente nuovi di apprendimento con un’opera quotidiana di guida, attenta al metodo, ai nuovi media e alla ricerca multi-dimensionale” (D.M. 254/2012 La scuola nel nuovo scenario, p. 6-7) sono tutti elementi che soprattutto in un mondo pervaso dai media, dalle tecnologie e dal web si connettono agli obiettivi mediaeducativi che promuove l’acquisizione di una media literacy, ovvero di abilità e competenze “per promuovere uno sviluppo autonomo e consapevole, nel nuovo ambiente comunicativo - digitale, globale e multimediale - della società dell’informazione” (Jenkins, 2010, p.20). Questa familiarità tecnologica apparterrà sempre di più alla testa di un cittadino pronto ad abitare quella che Morin definisce la ‘società mondo’, collegata da veloci mezzi di comunicazione, nel processo di una ‘mondializzazione culturale’, democratica ed aperta a scambi e confronti (Morin, 2007, p.84). Insegnanti e alunni, dunque, riconoscendosi come cittadini digitali, si stanno appropriando di uno spazio “complesso, reticolare, sistemico” dove “quello che il sapere perde in organicità, potrà essere ripagato in termini di profondità, intensità, creatività e di educazione all’autonomia del giudizio, all’interpretazione critica, alla partecipazione attiva” (Corazza, 2008, p.65).
Per delineare possibili orizzonti progettuali alla luce delle Indicazioni Nazionali è necessario avere chiara la cornice entro la quale i progetti si svolgono: il setting in cui essi si attuano, ovvero il dove si fa media education, il formato temporale e metodologico secondo il quale si opera, quindi il come si fa media education, e infine le finalità e gli obiettivi specifici che definiscono le attività all’interno del programma scolastico, dunque il cosa si può fare collegando la media education ai campi di esperienza e alle discipline.